Il rinvenimento ad Amelia della sepoltura di un cane al fianco del suo piccolo padrone è la fotografia di un amore che non svanisce neanche di fronte ai millenni.

UN AMICO PER L’ETERNITÁ

Siamo nell’Umbria meridionale, in un territorio ricco di storia e di storie, e questa è una storia da raccontare. 

LA NECROPOLI AMERINA DELL’EX CONSORZIO AGRARIO

Nel 2001, durante gli scavi per la demolizione dell’ex consorzio agrario, tra via I maggio e via delle Rimembranze – poco lontano da Porta Romana – è venuta alla luce un’estesa necropoli di 52 sepolture per un arco temporale che va dal IV sec. a.C. al II d.C.

Le sepolture “a cassone” hanno restituito ricchi corredi, ma la scoperta più sorprendente, soprattutto a livello umano, è stata appunto quella di un cane che giaceva sul fianco sinistro con la coda in mezzo alle gambe. 

IL CANE DI AMELIA E IL BAMBINO

Lo scheletro, con al collo un pendaglio-sonaglio e che è stato datato tra la fine del IV e l’inizio del III sec. a.C. era stato posto di fianco alla sepoltura del suo piccolo padrone.

“Le inumazioni di cani nel mondo antico – sottolineano gli esperti – sono spesso interpretate come animali sacrificati con funzione di guardiano alla sepoltura oppure di fedeli compagni del defunto che ne seguono la sorte. Il cane di Amelia, in cui il sonaglio di bronzo rappresenta senz’altro il legame affettivo tra l’animale ed il suo padrone (o compagno di giochi?), si inserisce in questa tradizione accompagnando un bambino nel mondo dei morti”.

Seppellire i cani pare un uso molto antico, ben oltre il periodo del cane di Amelia, in Italia deposizioni di cani in tombe umane sono addirittura attestate dal Neolitico sino all’età romana.  

IL REPERTO OGGI AL MUSEO DI AMELIA

Sin dal ritrovamento, gli archeologi hanno pensato alla musealizzazione del prezioso reperto, così lo hanno “strappato” dal terreno in un blocco unico di terra e, con una serie di tecniche di consolidamento, hanno reso possibile collocare i resti del cane all’interno della sala dove oggi è visibile agli occhi di tutti, come tanti di quei tesori unici – si veda la statua bronzea del Germanico di Amelia – che il Museo Archeologico può offrire.

Scheletro di un cane al museo archeologico di Amelia
Lo scheletro del Cane di Amelia /// Museo Archeologico, Amelia

AMELIA, CITTÀ DEL GERMANICO E DEL BIMILLENARIO 

Il Comitato e il Comune di Amelia hanno organizzato diverse iniziative state per celebrare il Bimillenario dalla morte di Germanico Cesare, una su tutte, la mostra/installazione “Germanico Cesare… a un passo dall’impero” che invitiamo a visitare fino alla chiusura prevista per fine gennaio 2020.

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